martedì, 27 novembre 2007

Dialogo tra l'agente Scrotus, FBI, e l'agente Olive, CIA, in missione segreta presso la "Cave de plaisir", equivoco night club con annesso sexy shop nei pressi di Place Pigalle, Parigi.

Ore piccole.

 

Scrotus - Scusi, ha da accendere?

Olive - Mi spiace, non fumo. Se vuole però posso offrirle uno scotch, del migliore s'intende!

Scrotus - Grazie, ma sono astemio.

Olive - Io invece bevo come una spugna, da quando la piccola Zoe mi ha lasciato...

Scrotus - "Gran pezzo di figliola quella"!

Olive - Come ha detto, scusi??!

Scrotus - Ah, già: "gran BEL pezzo di figliola quella!".

Olive - Ecco, mi sembrava... avevo già inserito il silenziatore alla pistola per farvi fuori! Voi dell'FBI avete sempre un modo tutto vostro di riferire le parole d'ordine e rischiate la pelle per niente. E adesso vedo che vi ossigenate pure. Ottimo. Comunque vi ho già identificato, possiamo porre fine a questo patetico scambio di parole tra uomini soli in questo luogo di perdizione. Eccovi il distintivo: matricola 897667, squadra "sovversivi", agente John L. Olive, già militante per i diritti civili e militante Black Power.

Scrotus - Caspar Scrotus, la matricola non me la ricordo, ordinario FBI specializzato in B-files (Boring files, ndr), membro disincantato dell'etnocrazia WASP. Comunque diamoci una bella sciacquata, ne ho già piene le palle di stare appollaiato su questa specie di trespolo a guardare gli altri sollazzarsi sulla pista. Sarà la decima volta che mettono su Moi, Lolita e sento che sto diventando pedofilo. E' dalle 9 che sono qui, e in servizio si può solo bere Coca Cola: ormai ho ruttato anche l'anima.

Olive - Appunto, muoviamoci. Abbiamo per le mani un pesce grosso stavolta. Non il solito presidente democratico con la mania dei sigari. Vediamo un po'... Missione: "Stop the Red". Obiettivo: Boris Vassile'evic Vertoff; catturare e trasferire al penitenziario di Alcatraz. Nel suo dossier figurano: attività cospirativa in 13 paesi fra cui gli Stati Uniti, immigrazione clandestina, traffico di stupefacenti fatti in casa, possesso di kalashnikov, produzione e spaccio di poesie (pessime) a sfondo politico.

Scrotus - Tra i reati federali abbiamo invece: guida in stato di ebbrezza, falso in bilancio, sfruttamento della prostituzione, ed espianto e ricettazione di capezzoli... eccheccifaceva coi capezzoli???

Olive - Collanine, i cinesi ne vanno matti.

Scrotus - Bastardi comunisti, non sanno più cosa inventarsi: non gli bastava mangiarsi i bambini, no, loro devono essere originali a tutti i costi! Mamma mia quanto li odio!!!

Olive - Calma ora, contròllati: la seppia ci sta osservando.

Scrotus - Chi, il dott... comesichiama... sì, Zoidenberg? Ma quello è un mutante ritardato!

Olive - Ritardato fin che vuoi, ma si tratta pure di un fiancheggiatore della rivoluzione internazionale, nonché fido servitore della bella Irina. E poi si dice Zoidberg. Più di una volta ha tratto d'impaccio i due piccioncini, e sono convinto che abbia molto da nascondere sotto quell'apparenza di debosciato senza vita privata. Risulta iscritto a tutti i programmi di assistenza sociale per nullatenenti e vive sulle croste di chi lo sopporta: è arrivato a Parigi in autostop per assistere Olga.

Scrotus - Olga chi?

Olive - Ma allora non hai proprio fatto i compiti! Olga Ivanovna, quella esaurita che tre settimane fa si è data fuoco per amore, o meglio per mancanza di... materia prima. La vedi? Proprio là davanti alla toilette, in disparte, quella col burka a paillettes sulla sedia a rotelle. Poveretta, è stata per lungo tempo in fin di vita, poi, da un momento all'altro, ha ripreso conoscenza, ma la vita ora le è sicuramente meno rosea di prima... Pensa solo al burro di cacao: non sa più dove metterselo!

Scrotus - Non è mai detta l'ultima parola: qui a Parigi fanno miracoli coi grandi ustionati, la rimetteranno in sesto prima o poi. Certo, tutto ha un prezzo, ma dai miei ultimi appostamenti alla clinica Saint Flambé ho notato che sta nascendo una certa simpatia tra lei ed il ricco Alexej. Dio li fa e poi li accoppia!

Olive - Il nostro gancio... Ma non era follemente innamorato di Irina? Lo hanno ritrovato in accappatoio sul cornicione dell'Hotel Metropole a urlare la sua solita solfa "V'AMO, SOFFOCO, T'AMO, SONO PAZZO, NON NE POSSO PIU', E' TROPPO...". Scommetto che si ricrederà non appena la sbendano.

Scrotus - Non ne sarei tanto certo. E' un tipo volubile, sì, ma quando si mette in testa una cosa va fino in fondo.

Olive - Hai ragione. Lo stiamo tenendo d'occhio fin da quando era in Russia cogli altri. Discende da un'antichissima famiglia nobile, ramo cadetto dei Romanov: egli stesso è genuino assertore della missione divina dello zar nel mondo, ma quando si imbatté nel romantico idealismo della maliarda Irina non seppe resistere ai suoi ormoni, e si diede alla dissidenza per amor suo. Secondo un mio collega russo (ma non bisogna mai fidarsi dei sovietici) le ragioni del suo esilio sarebbero legate ad un calcolo di schietto opportunismo: alla sua attività rivoluzionaria contro la dittatura zarista avrebbe fatto seguito la perentoria minaccia di un soggiorno in Siberia. Suo padre, consigliere dello zar, perdonò i suoi eccessi di gioventù, ma ritenne più prudente per la sua incolumità mandarlo in Europa in "vacanza-studio". Non è più tornato in patria da allora.

Scrotus - In fondo però è rimasto sempre lo stesso. Prima l'ho sorpreso mentre, passando davanti al privé gay-lesbo si lasciava sfuggire sibilante: "Marmaglia infeconda...". Reazionario, appiccicoso e pure omofobo? Ma chi se lo piglia?!?

Olive - Olga, cretino. Temo che stiamo perdendo di vista l'obiettivo primario della nostra missione, che a questo punto sarà rinominata "Enduring gossip". Non dobbiamo lasciarci sfuggire nulla. Guarda quelle due che ballano insieme accerchiate da un trio di guappi: mi sai dire chi sono?

Scrotus - Comincio ad essere stanco, e poi ho degli strani fastidi alle gengive, sarà la Coca Cola... Allora, vediamo: quello con scarpa a punta, acqua in casa e pacco in vista l'ho già visto da qualche parte...

Olive - Le due donne, non i tre uomini!!!

Scrotus - Ok, ok! Ehm..., se non sbaglio dovrebbero essere Tatjana, zia di Olga, personaggio di spicco nei salotti della Pietroburgo bene, e Catrina Kalibukova, ballerina di varietà e dicono anche fattucchiera. E' arrivata solo stamattina, in piena sintonia col suo proverbiale ritardo: se fosse stato per lei a questo punto Olga poteva essere già meno che cenere!

Olive - Ed ecco proprio lì a fianco il nostro uomo mentre danza assorto con la sua dolce dama. Se non avessi fretta di tornare in ambasciata per vedere "The Bold and the Beautiful" li lascerei ancora un po' a godersi gli ultimi inconsapevoli attimi insieme.

Scrotus - Eh già... loro sì che sono una coppia affiatata. Devi vedere come se la spassano insieme! Figurati che l'altro giorno durante un'intercettazione al Metropole li ho beccati che...

Olive - Andiamo Scrotus, prepara le manette e le catene per i piedi. Mi raccomando però: massima discrezione. L'ultima cosa che vogliamo sono quei dannati avvoltoi della stampa fra i piedi.

Scrotus - Ah che bellini... mi fanno quasi tenerezza. Che lavoro infame: vai in giro in incognito, non hai uno straccio di vita privata, poi a un certo punto te ne vieni fuori ed infrangi gli idilli perfetti. Ed io che sono un romanticone: la mamma lo diceva sempre!

Olive - Si frigga la mamma. Parti con la procedura di avvicinamento disinteressato.

Scrotus - Forse è meglio che te ne occupi tu. Non so che cosa mi stia prendendo: mi gira la testa e ho uno strano sapore di ferro in bocca... oddìo: sangue! Non ricordo di essermi morso...

Olive - Ok, tu resta qui, signorina. Sui federali non si può mai fare affidamento. Vai almeno ad avvertire l'autista che siamo pronti.

 

(urla indistinte, colluttazioni, vetri rotti: nel parapiglia si distingue solamente un disperatissimo "Bori§, nooooooooooooo!!!")

 

 

Ambasciata USA, Parigi.

Le prime luci dell'alba.

 

Olive - Il comunista è chiuso in cella: sbraita come un ossesso ma almeno le nostre camere sono ai piani alti, e mal che vada metterò i tappi.

Scrotus - Ma prima c'è Beautiful, se vuoi lo guardiamo insieme.

Olive - Giusto, stavo per dimenticarmene. Certi piaceri non si possono condividere. Buonanotte.

Scrotus - Adesso che abbiamo finito... posso chiederti una cosa?

Olive - Sì ma basta che fai in fretta: la sigla mi carica.

Scrotus - E' giusto una curiosità. Sai com'è... le voci che mettono in giro, poi finisce che uno ci crede e si fa dei complessi... Vedi, io non è che sia... però mi domandavo se è vero che... che voi neg...ehm  se voi neri ce l'avete... (allargando le braccia, ndr) Insomma mi hai capito: se siete così dotati di natura o...

Olive - Dormici su. E perfavore curati la gengivite. Quando parli arrivano gli sputazzi di sangue: sei ributtante.

Scrotus - Dovrei avere un campioncino di colluttorio alla fragola nel beauty-case...

Olive - E fai qualcosa anche per l'alito; chiedi al medico dell'ambasciata, sei grave.

Scrotus - Pensi che si possa intervenire... chirurgicamente?

Olive - Per l'alito no, ma per l'altra cosa forse...Si è fatto tardi Scrotus: vai a letto.

Scrotus - Ma la mia era solo una confidenza, non volevo sembrarti impiccione o invidioso. Volevo solo sapere se almeno voi...

postato da: irinaeboris alle ore 17:03 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 18 novembre 2007

Boris...

 

Mi trascinasti con forza sui gradini.

Dieci, venti, cinquanta gradini.

Ti seguivo fremente, sebbene fossi già in crisi respiratoria.

 

Non potevo immaginare dove ci avrebbe portati la passione insana che scaturiva dai nostri corpi malati.

I tuoi occhi erano inaccessibili, sembrava che non ci fossimo più parlati da una vita e che non ci conoscessimo più. Quell'ombra di sconosciuto che intravedevo in te mi innervosiva e mi eccitava.

Due, tre, quattro piani - eccoci  all'ultimo piano dell'albergo, dove era stata improvvisata una discoteca anni 70 sulla moquette con palla di vetro, pantaloni a zampa, capelli alla Ringo Starr e tutto il resto.

Troppo pubblica.

Una porticina: mi ci infilasti dentro, mi seguisti. Un corridoio buio ed eccoci in un solaio, dove vedemmo enormi bauli che vomitavano tende di velluto rosso, abiti di broccato usati per chissà quali meravigliosi spettacoli... Scorgemmo uno scrigno su di una specchiera colmo di gioielli (come per un riflesso involontario ce ne riempimmo subito le mani - poi, facendo finta di niente e vergognandoci un po', posammo i malloppi e tornammo a noi). Era bigiotteria.

Infine, da quel marasma infernale spuntò un letto di ferro battuto, oramai sfondato e usurato dal tempo. 

 

I nostri sguardi si incontrarono. Ero ancora palpitante per la corsa.

Una pioggia lasciva s'impadronì del cielo sopra di noi e cominciò a battere insistentemente.

Tic tic tic.

Ti guardai con un'espressione colpevole che evidentemente ti legittimò a gettarmi sul letto.

Una nube di polvere si spanse dal materasso.

Mi immobilizzasti le spalle e, tossendo e lacrimando, mi bendasti. 

Ora non potevo far altro che immaginare i tuoi movimenti seguendo il tuo profumo...

Ero abituata a condurre io il gioco e l'improvvisa cecità mi costrinse ad ascoltarti per la prima volta.

I sensi che mi restavano erano acuiti, mi sentivo trascinare da un'onda che montava e montava e sembrava infrangersi da un momento all'altro, mentre mi lasciava ogni volta più insoddisfatta.

Mi togliesti la benda.

 

Lo spogliarello proprio non me l'aspettavo.

Dal corridoio arrivavano le hit dei 70 e ne eri come rapito.

Ti muovevi bene, con grazia da consumato ballerino di night club.

Mi sa che non mi hai detto qualcosa.

Ogni indumento che ti toglievi lo gettavi su di me. 

Infine, sepolta sotto una coltre di abiti, sbucai dal mucchio e ti guardai.

Avevo davanti a me il più superbo esemplare di Vir Uralicus.

 

La musica cambiò. E ridiventasti l'amante.

"Ma non lo senti come ti amo? Non c'è niente che possa separarmi da te. Amore. Sei la mia vita. Ti amo e ti amerò per sempre." 

I pensieri mi affollavano la mente, accavallandosi incuranti a Gloria Gaynor.

Il terrore di perderti s'impossessava di me. Ti strinsi più forte. 

L'unione completa e armonica dei nostri corpi mi sembrava in quel momento solo un'ombra della perfezione delle nostre anime unite in chissà quale disegno celeste.

Potessi attraversare questa barriera corporea e dissolvermi dentro di te.

Forse è meglio che la smetta con gli acidi.

 

Spenti, giacemmo in silenzio. Anche la musica della discoteca era cessata. Per un attimo l'idea che i madidi turisti discofili avessero sentito i nostri urli ferini mi è balzata in testa e mi ha fatto sussultare d'orrore.

Ma chissenefrega!

Poi ho dormito tutta la notte, accanto a me avevo l'uomo della mia vita.

 

Buongiorno, Conte...

 

Ora vado da Olga, in clinica. Le porto un bouquet di rose rosse. Le parlerò anche dell'idea di stasera, così si distrae un po'. La piattola zarista mi ha detto che anche Katrina è arrivata a Parigi. A questo punto possiamo coinvolgere tutti... che idea fantastica!

 

Chiamami a pranzo in albergo.

 

- je te veux -

Irina

postato da: irinaeboris alle ore 21:42 | Permalink | commenti (2)
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