lunedì, 10 dicembre 2007

San Francisco Chronicle

Arrestato cospiratore comunista a Parigi

Alcatraz la sua nuova casa

Un cittadino russo, presumibilmente a capo di una cellula cospirativa impegnata in diverse attività di propaganda comunista, è stato arrestato a Parigi dopo lunghe indagini e trasferito al carcere di massima sicurezza di Alcatraz, hanno riferito questa mattina alcuni funzionari del Presidente.

Boris Vassile'evic Vertov, 32 anni, meglio conosciuto negli Stati uniti come Edward Anterem, è stato arrestato grazie ad un'operazione congiunta di CIA ed FBI. "Abbiamo liberato il mondo da un pericoloso terrorista che operava contro la democrazia e la libertà dell'America," ha affermato l'agente CIA John L.Olive, squadra sovversivi, parlando in diretta televisiva dal luogo dell'arresto (un equivoco locale dall'eloquente nome di "Cave de Plaisir"). Ha poi continuato definendo le prove a carico di Vertov "numerose, chiare e confermate da informatori attendibli". Sarebbe stato proprio un compatriota, Alexej Raskolnikov, a denunciare il fuggiasco, pare per motivi personali.

Vertov è stato fino ad oggi custodito dalle autorità militari in qualità di "nemico combattente", e sarà perciò processato da un tribunale militare. In attesa del giudizio sarà trattenuto presso la "Rocca", sull'isola di Alcatraz, definito dai vecchi di Frisco come "il luogo in cui si entra camminando e si esce in una bara", alludendo al fatto che non si sono mai registrate evasioni.

Nato a San Pietroburgo all'epoca dello zar, ha rinnegato le sue origini nobili per farsi portavoce e poeta della rivoluzione, rimanendo però vittima delle purghe anti-aristocratiche. Insieme ad un folto numero di esuli si sarebbe poi trasferito a Bolonja, in Italia, nella comune artistica della Grande Donja, commediante di successo. Qui avrebbe conosciuto elementi di spicco della malavita internazionale, che lo avrebbero condotto negli Stati Uniti dove si è arricchito svolgendo ignobili attività di traffico d'organi, sempre continuando nel frattempo a scrivere noiosissime poesie inneggianti al comunismo. Crimine, politica, poesia: queste le molle fondamentali dell'agire di Vertov, ma anche amore, quest'ultima costituendo anche la sua perdizione. Proprio dagli incauti spostamenti nel bacino del Mediterraneo all'inseguimento di una seducente connazionale gli agenti dei servizi segreti sarebbero stati messi sulle sue tracce.

Il Presidente ha commentato l'arresto questa mattina stringendo la mano alla direttrice di una scuola elementare presso cui era in visita. "Vi dico che abbiamo catturato un uomo che è una minaccia per la nazione [...], ora è via dalla strada, una persona del genere non può circolare liberamente", ha esternato mentre era in posa per la foto di classe.

Un'esistenza costellata di continue fughe, travestimenti e inganni fa da sfondo al ritratto di un uomo profondamente innamorato della vita e pronto a combattere per difendere i suoi ideali. Ciononostante la sua fede in un'ideologia retriva e spietata lo ha reso un elemento indesiderato una società che vogliamo libera e plurale.

 

Geoffrey Patriotson

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lunedì, 26 marzo 2007

[cronaca]

 

GIOVANE ESULE RUSSA SI DÀ FUOCO ALL'OPÉRA

Panico durante la Salomè

 

Ieri sera poco dopo le 22, al termine del primo atto della rappresentazione "Salomè" (vedi inserto Spettacoli), una giovane di nazionalità russa ha attentato alla propria vita dando fuoco alle proprie vesti dopo avere attraversato la platea gremita di pubblico urlando con la voce rotta dal pianto: <Voglio un latifondistaaaa!>. Secondo le prime ricostruzioni Olga Ivanovna, nobile decaduta vittima delle recenti purghe rivoluzionarie, avrebbe introdotto in teatro una bombola piena di gas propellente nascondendola sotto la pelliccia di ermellino, per poi cospargersi il vestito appartandosi in una toilette prima dell'inizio dello spettacolo. <Avevamo chiesto alla maschera il motivo di quella fastidiosissima puzza di GPL, ma ci ha assicurato che si trattava dei lubrificanti per i macchinari scenici>, ha dichiarato una spettatrice vicina di posto, <Mi sono accorta che era irrequieta e non stava ferma un attimo, poi si è alzata di scatto lasciando la borsetta sulla poltrona: non ho fatto in tempo a rincorrerla che era già una torcia umana... è stato orribile!>. La ricerca ossessiva quanto infruttuosa di un compagno di vita nobile e facoltoso sarebbe all'origine di questo tragico gesto, sostengono gli inquirenti, già in contatto con una comunità di esuli italiana in cui la sventurata aveva gli affetti più cari. La direzione del teatro si dichiara addolorata per quanto accaduto e decisa ad evitare che si ripetano in futuro simili "inconvenienti": <Quella cosacca di merda poteva fare una strage!>, avrebbe affermato stizzito il direttore artistico pochi minuti durante l'intervento dei pompieri, per poi chiudersi nel più assoluto riserbo fino al comunicato ufficiale. 

Olga è ricoverata al reparto Grandi ustionati della clinica Saint Flambé: le sue condizioni sono critiche e la prognosi è riservata. Una nuova vittima della solitudine e dell'esilio politico si impone sulla scena delle nostre coscienze di europei sazi e mondani.

 

Jacques Paracul

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