San Francisco Chronicle
Arrestato cospiratore comunista a Parigi
Alcatraz la sua nuova casa
Un cittadino russo, presumibilmente a capo di una cellula cospirativa impegnata in diverse attività di propaganda comunista, è stato arrestato a Parigi dopo lunghe indagini e trasferito al carcere di massima sicurezza di Alcatraz, hanno riferito questa mattina alcuni funzionari del Presidente.
Boris Vassile'evic Vertov, 32 anni, meglio conosciuto negli Stati uniti come Edward Anterem, è stato arrestato grazie ad un'operazione congiunta di CIA ed FBI. "Abbiamo liberato il mondo da un pericoloso terrorista che operava contro la democrazia e la libertà dell'America," ha affermato l'agente CIA John L.Olive, squadra sovversivi, parlando in diretta televisiva dal luogo dell'arresto (un equivoco locale dall'eloquente nome di "Cave de Plaisir"). Ha poi continuato definendo le prove a carico di Vertov "numerose, chiare e confermate da informatori attendibli". Sarebbe stato proprio un compatriota, Alexej Raskolnikov, a denunciare il fuggiasco, pare per motivi personali.
Vertov è stato fino ad oggi custodito dalle autorità militari in qualità di "nemico combattente", e sarà perciò processato da un tribunale militare. In attesa del giudizio sarà trattenuto presso
Nato a San Pietroburgo all'epoca dello zar, ha rinnegato le sue origini nobili per farsi portavoce e poeta della rivoluzione, rimanendo però vittima delle purghe anti-aristocratiche. Insieme ad un folto numero di esuli si sarebbe poi trasferito a Bolonja, in Italia, nella comune artistica della Grande Donja, commediante di successo. Qui avrebbe conosciuto elementi di spicco della malavita internazionale, che lo avrebbero condotto negli Stati Uniti dove si è arricchito svolgendo ignobili attività di traffico d'organi, sempre continuando nel frattempo a scrivere noiosissime poesie inneggianti al comunismo. Crimine, politica, poesia: queste le molle fondamentali dell'agire di Vertov, ma anche amore, quest'ultima costituendo anche la sua perdizione. Proprio dagli incauti spostamenti nel bacino del Mediterraneo all'inseguimento di una seducente connazionale gli agenti dei servizi segreti sarebbero stati messi sulle sue tracce.
Il Presidente ha commentato l'arresto questa mattina stringendo la mano alla direttrice di una scuola elementare presso cui era in visita. "Vi dico che abbiamo catturato un uomo che è una minaccia per la nazione [...], ora è via dalla strada, una persona del genere non può circolare liberamente", ha esternato mentre era in posa per la foto di classe.
Un'esistenza costellata di continue fughe, travestimenti e inganni fa da sfondo al ritratto di un uomo profondamente innamorato della vita e pronto a combattere per difendere i suoi ideali. Ciononostante la sua fede in un'ideologia retriva e spietata lo ha reso un elemento indesiderato una società che vogliamo libera e plurale.
Geoffrey Patriotson







