martedì, 19 giugno 2007

ore 14:24. Parigi, Hotel Metropole, stanza "le buc" 112. Tatjana è appena tornata dal Saint Flambé dove ha assistito la nipote per pranzo.

Tutti i fottuti telefoni degli alberghi si divertono a squillare sui riposi convulsi dei nostri stanchi eroi.


<driiiiin!>


Tatjana - (dall'oltretomba) Pronto?

 

Irina - Pronto, Tatjana? Sono io, Irina.

 

Tatjana - Irina, mia cara, da quanto tempo... ho ricevuto la tua lettera, sono felice per te e Boris, ma l'ho visto assai contrariato e instabile in questi giorni.

 

Irina - Oh, Tatjana, che importiamo io e Boris in questo momento? C'è ben altro a cui pensare... purtroppo. Alexej è venuto a prendermi a Il Cairo, mi ha detto tutto... e sono così addolorata...

 

Tatjana - Cara Irina, anche io sono rimasta sconvolta dal folle gesto di Olga, ma vedi, mi somiglia, è mia nipote... anch'io alla sua età mi sarei data fuoco per un latifondista...

 

Irina - No, non parlare, non voglio che soffri inutilmente ricordandola, né che ripensi al suo gesto, io piango con te, ti sono vicina...

 

Tatjana - Bè, su, adesso non ne facciamo una tragedia...

 

Irina - Ma come? Era così giovane, e tu parli di lei come se fosse ancora fra noi e invece...

 

Tatjana - Ma certo che è ancora fra noi, un po'... diversa forse, però è viva e vegeta. Soprattutto vegeta.

 

Irina - Ma allora... quel fij’ndrocch... je venisse ‘na *#@@§X*X di Alexej mi ha mentito!

 

Tatjana – Prego?

 

Irina - Alexej, quel tubo di sego... mi ha detto che Olga era morta.

 

Tatjana - Il fellone! E tutto questo perché, mi chiedo... per averti?

 

Irina - Certo, voleva essere la spalla sulla quale avrei versato le mie lacrime amare.

 

Tatjana - La piattola!

 

Irina - Già, ma quale sollievo mi dà questa notizia! Dunque quali sono le sue condizioni di salute?

 

Tatjana - Olga sta "bene", anche se orribilmente sfigurata. Ci vorranno un po' di soldi per ridare al suo volto una parvenza UMANA.

 

Irina - Le sarà ancora più difficile accettarsi, adesso.

 

Tatjana - Sì, ma le starò molto più vicina che una volta. Questi latifondisti non sono proprio più degni di meritarsi la nostra sofferenza di donne sole. Mi piacerebbe sapere il tuo parere di "donna navigata" nell'universo maschile, con te gli uomini sono tutto miele...

 

Irina - Non posso dire che la corte degli uomini mi faccia felice. Certo, fa piacere ricevere mille attenzioni, soprattutto da spasimanti ricchissimi (Alexej ha promesso di portarmi da Hermès nel pomeriggio!), però quando ti accorgi che essi vogliono solo il tuo corpo senti una voragine in cui vorresti affogare perché non è possibile che la mente umana arrivi tanto in basso. Boris invece...

 

Tatjana - Lui ti ama, Irina. Già mi confidò la sua passione ardente ad Amsterdam, quando assieme a Zoidberg viaggiava per il nord Europa alla tua ricerca; poi lo ha ribadito qualche giorno fa, anche se furioso di averti perduta a Santorini per una stupida missione. E per di più è gelosissimo di Alexej - ho avuto paura della sua reazione quando gli ho detto che ti veniva a prendere in Egitto.

 

Irina - Sciocco, non ne ha motivo. Per me Alexej non conta nulla. Invece quando penso al suo nobile corpo un tremito mi prende tutta...

 

Tatjana - Allora spiegatevi, e in fretta, anche. Non vorrei fosse sparso del sangue inutilmente. Alexej non sa cosa rischia a corteggiarti.

 

Irina - Appena mi sarà possibile lo farò. Ma prima Olga: dov'è la clinica ove alloggia?

 

Tatjana - XVIII arrondissement, Clinica Saint Flambé; Reparto Grandi Ustionati, 2° piano.

 

Irina - Bene, allora ci vediamo domattina. Nel frattempo riposati. Vuoi qualcosa da Hermès? Finché si può sfruttare la situazione...

 

Tatjana - Ma, ecco... avevo sbavato su un vestitino di seta color becco d'anatra l'altro giorno... se capita...

 

Irina - E' già tuo. Ti abbraccio, a domani.

 

Tatjana - Ciao carissima... e grazie.

 

Irina - Di niente, arrivederci.

 

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mercoledì, 02 maggio 2007

le 17:32 - un caldo albergo de Il Cairo - nella stanza 13, in penombra, si spande un odore acre di incenso al fiore di loto.

Un fottuto telefono grigio ante guerra squilla sul riposo della stanca Irina.

<drrrrriiiinnn...

...drrrrriiiinnn...

...DRRRRRRIIIINNN!!!!>

Irina – Pron- Vaff- Ehm- PRONTO?

Alexej - Ciao I V I N A.

Irina - Alexej... come avete fatto a rintracciarmi qvi?

Alexej - Ho letto su Il Resto del Carlino che eravate a Il Cairo per conto del Grande Frate.

Irina - (fra sé) Meno male che era una missione segreta... (ad Alexej) Aaah, bène, il Carlino, allora cosa avete da dirmi? ho un po' fretta...

Alexej - Sì sì faccio presto... è che... è successa una tragèdia.

Irina - O mio Dio, no, Boooooori§!

Alexej - No, no puvtvopp... ehm cioè sì dicevo, non Boris ma... Olga!

Irina - Olga chi?

Alexej - Olga Ivanovna, la nipote della caara Tatjana... a Parigi... si è data fuooooco!

Irina - Fuooco? E come... come §ta?

Alexej - Movta.

Irina - O mio Dio...

Alexej - Ivina, comprendo il vostro smarrimento, per questo sto decollando alla volta del Cairo con il mio jet privato per scortarvi sino a Parigi dove rendere omaggio alla salma di Olga con i nostri amici esuli.

Irina - Raduno le mie co§e. Farò chiamare un ta§§ì che mi porti all'aeroporto. Ci vediamo là.

Alexej - Irina?

Irina - §ìììì?

Alexej - Ecco, io... io v'amo.

Irina - Quale vano? il portabagagli? Che problema ha? Parlate più forte, ci devono e§§ere delle interferenze.

Alexej - No Irina, io V'AMO, SOFFOCO, T'AMO, SONO PAZZO, NON NE POSSO PIU', E' TROPPO. IL TUO NOME MI STA NEL CUORE COME IN UN SONAGLIO E VISTO CH'IO NON FACCIO CHE VIBRARE PER TE, SEMPRE, IL SONAGLIO S'AGITA E IL TUO NOME MI RISUONA DENTRO. RICORDO TUTTO DI TE, AMO TUTTOOOO...

<CLICK>

Alexej - Iri-Irinaaaaaa? Dove siète?

<TUUU-TUUU-TUUU-TUUU>

Alexej - Ecchemmenefrega, tanto arrivo a prenderti, ovunque tu sia...

<CLOCK>

...un jet privato sta rollando sulla pista dell'aeroporto G.Marconi di Bolonja. Il personale a bordo, atterrito dalla confessione del padrone, fa finta di nulla e continua il suo lavoro...

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